Dal 2004 al 2010 abbiamo organizzato il Campo della Pace, un’esperienza multiculturale che ha visto protagonisti bambini palestinesi del campo profughi di Shu’fat e coetanei italiani di Rozzano (MI). Ogni estate, minori palestinesi tra i 10 e i 13 anni sono stati accolti in Italia per vivere, insieme ai pari italiani, un’esperienza di scambio, gioco, relazione e confronto, in un contesto di natura e bellezza. L’iniziativa ha promosso concretamente la cultura del dialogo, dell’ascolto e della pace, contribuendo a costruire legami tra comunità lontane, spesso divise da muri fisici e simbolici. Un’esperienza che ha avuto anche un forte valore formativo per educatori e volontari, coinvolti nella gestione diretta delle attività. Attraverso il lavoro sul campo, hanno potuto sviluppare competenze educative e interculturali, fondamentali per operare in contesti complessi. Il Campo ha agito come ponte tra mondi distanti, offrendo ai giovani palestinesi – spesso privati di occasioni di apertura – la possibilità di conoscere un’altra realtà e di costruire un’immagine positiva dell’altro, rompendo circoli di diffidenza e isolamento. Negli anni, l’interesse delle comunità italiane coinvolte nel programma è andato crescendo. Molti sono stati gli eventi e gli incontri realizzati con municipalità, gruppi territoriali, associazioni e cittadini che, accogliendo e incontrando, si sono messi in ascolto delle storie, dei bisogni, dei desideri dei minori palestinesi. Nel corso del progetto è stata attivata anche una partnership con l’ospedale San Paolo di Milano per far fare ai minori un check up medico. I Campi della Pace si inseriscono in un’ottica più ampia di cooperazione internazionale, come strumento di solidarietà concreta e trasformativa: un’azione educativa che rafforza relazioni, promuove diritti e semina fiducia, gettando le basi per una cittadinanza globale consapevole, attiva e inclusiva.

