Grazie al progetto, è stato garantito supporto sanitario, protezione e servizi sociali integrati a 1.953 persone, tra cui rifugiati siriani e membri di gruppi vulnerabili della comunità ospitante. L’intervento si è basato su un approccio sistemico e sensibile alle disuguaglianze di genere, mirando a rafforzare i diritti fondamentali delle donne, delle adolescenti e dei minori.
Attraverso attività di outreach e sensibilizzazione sul territorio, il progetto ha favorito l’accesso a informazioni vitali su salute, educazione, prevenzione della violenza di genere (GBV) e diritti individuali. L’attivazione di servizi di case management ha permesso l’accompagnamento personalizzato di donne e famiglie, facilitando l’accesso a cure mediche, sostegno psico-sociale, supporto legale e assistenza nella gestione documentale. In parallelo, sono stati riabilitati e resi pienamente funzionali spazi sicuri e accoglienti all’interno dei quali le donne hanno potuto ricevere supporto, confrontarsi liberamente e partecipare ad attività formative ed educative. Questi spazi hanno rappresentato luoghi fondamentali non solo per la protezione, ma anche per il rafforzamento dell’autonomia personale e collettiva.
L’educazione e la salute sono stati riconosciuti come diritti interconnessi e strumenti chiave per l’empowerment femminile: promuovere l’accesso all’istruzione, alla prevenzione sanitaria e alla consapevolezza dei propri diritti ha significato investire nelle capacità delle donne di prendere decisioni informate, proteggersi da abusi e contribuire attivamente alla vita della comunità.







