Nel Governatorato di Mafraq, il progetto ha messo in atto strategie integrate ed efficaci per rispondere ai bisogni immediati della popolazione rifugiata siriana e dei cittadini giordani più vulnerabili esposti sia ai fattori di emergenza del contesto sia a quelli legati alla pandemia COVID-19. Attraverso l’erogazione di assistenza finanziaria di emergenza, 182 persone hanno potuto far fronte a spese essenziali, come alimentazione, alloggio, medicinali e prodotti igienici, riducendo il rischio di esclusione. Parallelamente, 264 individui sono stati indirizzati a servizi di tutela sociale e supporto psico-sociale, favorendo un accesso più ampio a reti di protezione pubbliche e comunitarie. La risposta all’emergenza è stata caratterizzata da un approccio flessibile e centrato sulla persona, capace di adattarsi rapidamente all’evoluzione della pandemia e ai suoi impatti economici e sociali, soprattutto nei contesti più fragili come le aree urbane marginalizzate e i campi informali. Il progetto ha contribuito a rafforzare la capacità delle famiglie di soddisfare i propri bisogni fondamentali, promuovendo al contempo la coesione sociale e la resilienza delle comunità. Il sistema di tutela sociale attivato ha rappresentato una risorsa cruciale per contrastare gli effetti combinati della pandemia e delle condizioni di vulnerabilità preesistenti, ponendo le basi per interventi futuri più inclusivi e sostenibili.
In un momento di crisi sanitaria globale, questa esperienza ha dimostrato l’efficacia di risposte integrate, che uniscono protezione sociale, sostegno economico e accompagnamento ai servizi, nel garantire dignità e sicurezza alle persone più esposte.



