Il 31 agosto 2025, alle 23:47 ora locale, un terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito l’Afghanistan orientale. L’epicentro è stato localizzato nel distretto montuoso di Nur Gal, a 50 chilometri dalla città di Jalalabad e a quaranta dal confine con il Pakistan. Si tratta di un’area molto povera, ove negli ultimi anni la siccità dovuta al cambiamento climatico ha colpito duramente. Si contano oltre 2.200 morti, 4.000 feriti, 5.400 case distrutte, numerose infrastrutture inutilizzabili. La maggior parte degli abitanti dell’area è stata sistemata in rifugi di fortuna. Vento di Terra e Pangea ETS si sono mobilitate a settembre insieme alla rete delle agenzie ONU e delle ONG operanti in loco, per portare soccorso. A partire da una prima indagine di fattibilità, si sono definiti i Piani di Villaggio e i sistemi di monitoraggio in progress e feed back. Sono state selezionate 10 comunità nei distretti di Dar e Noor e Chawkay e, dopo un confronto con i cluster locali, sono emerse le priorità: cibo, acqua, igiene, generi per l’inverno, protezione dei raccolti e allevamento. Vento di Terra si è concentrata sui sistemi idrici, riabilitandone 10 e realizzandone 4 di nuovi. Per diminuire il pericolo di infezioni -nell’area sono presenti dissenteria, colera, infezioni respiratorie-, sono stati distribuiti dei kit igienici e generi invernali ed è in programma la realizzazione di 20 bagni. L’intervento prevede la distribuzione di polli, capre e, contestualmente, foraggio per affrontare l’inverno. L’allevamento e l’agricoltura, in prevalenza di autoconsumo, rimangono infatti l’attività fondamentale delle valli all’est dell’Afghanistan. Di particolare importanza, inoltre, l’attivazione di uno sportello veterinario itinerante, volto alla consulenza sulla gestione, la vaccinazione e la cura degli animali malati. In funzione dell’aumento della sostenibilità futura e della sicurezza alimentare, sono stati inoltre distribuiti set di attrezzi, sementi e dei pollai mobili.




















